Custodire un oliveto è custodire il patrimonio agricolo d’Italia

L'OLIVETO È UN PAESAGGIO VIVO, UNA COMUNITÀ, UN'EREDITÀ CHE RICHIEDE CURA

Perché un Portale
del Patrimonio Olivicolo

L’olivo disegna il paesaggio italiano da tremila anni. Le sue radici incidono la roccia, i suoi rami filtrano la luce, i suoi terrazzamenti regimano le acque e trattengono il suolo nelle zone di collina e montagna svolgendo un ruolo di presidio del territorio e protezione dei fondovalle: l’olivicoltura è agronomia, geomorfologia, coesione sociale, storia del territorio, ma soprattutto, è cultura.

Eppure questo patrimonio è sotto pressione. L’abbandono avanza nelle aree collinari, montane ed interne. La biodiversità e l’agrobiodiversità si erodono in silenzio: cultivar millenarie scompaiono senza che nessuno le abbia mai documentate. Il paesaggio agricolo ed olivicolo, il cui valore nonché la cui rilevanza è sancita da strumenti in ambito nazionale (MASAF, Costituzione ecc.) ed internazionale (Consiglio d’Europa, UNESCO e FAO), fatica a trovare politiche adeguate alla sua complessità.

Questo portale nasce per dare voce, oltre che per fornire dati, strumenti e opportunità di scambio e condivisione a chi vuole contribuire a dare continuità e futuro a questo patrimonio. È lo spazio digitale del patrimonio olivicolo italiano: non un archivio statico, ma una piattaforma attiva, dove amministratori, ricercatori, professionisti, comunità ed attori nonché portatori di interesse pubblici e privati trovano riferimenti, esperienze e possibilità di azione concreta.

Perché l’olivo non appartiene solo a chi lo coltiva e se ne prende cura. Appartiene alla collettività intera in qualità di elemento identitario del nostro Belpaese.

STRUMENTI

Quattro moduli per agire sul territorio

Il portale da spazio a diversi elementi che compongono il patrimonio olivicolo esplorando nelle singole sezioni dedicate progetti, dati e strumenti di azione sui temi dell’agrobiodiversità olivicola, del paesaggio olivicolo, dell’abbandono olivicolo e dell’olivicoltura sociale.

01. DOCUMENTARE

Agrobiodiveristà Olivicola

L’Italia custodisce oltre 631 varietà (cultivar) di olivo (Olea europaea) censite (dati FAO): la più ricca collezione varietale al mondo. Ogni cultivar è un archivio vivente di adattamento, resistenza e qualità, ovvero il risultato di secoli di selezione e adattamento operati da comunità agricole in considerazione delle caratteristiche geo-morfologiche e pedo-climatiche dell’ambiente circostante. L’Atlante Digitale della Biodiversità Olivicola nasce per documentare, proteggere e rendere accessibile questo importante patrimonio genetico e culturale oltre che per promuovere e favore azioni di sensibilizzazione e tutela avario livello.

02. PROTEGGERE

Paesaggio Olivicolo

Il paesaggio olivicolo è il frutto di un lavoro collettivo e del genius loci sviluppato localmente: terrazzamenti costruiti a mano nel corso di generazioni che regolano l’acqua e prevengono l’erosione, tecniche di allevamento e potatura pensate per aiutare lo sviluppo della pianta e del frutto in base alle condizioni ambientali presenti sul territorio. L’olivicoltura da forma ad uno dei paesaggi rurali più riconoscibili in Italia ma è al contempo tra i più fragili. La sua tutela richiede strumenti normativi, politiche attive e una cultura diffusa del suo valore estetico, ambientale, socio-economico e produttivo.

03. RIGENERARE

Abbandono Olivicolo

Nelle aree collinari, di montagna ed interne italiane in particolare, migliaia di ettari di oliveti vengono abbandonati ogni anno. Con essi si perdono presidio ambientale, stabilità dei versanti, valore paesaggistico e memoria agricola. Il fenomeno non è inevitabile: può essere contrastato con strumenti di mappatura, adozione, gestione condivisa e politiche di sostegno. Questo portale offre un riferimento nazionale sul tema e intende accogliere segnalazioni, buone pratiche e opportunità di recupero e ripristino.

04. INCLUDERE

Olivicoltura Sociale

L’oliveto può essere molto più di un campo produttivo: può diventare luogo di inclusione, lavoro, formazione, terapia e benessere. Esperienze già attive in molte aree italiane dimostrano che coltivare l’olivo coinvolgendo soggetti fragili e svantaggiati, scuole o cooperative sociali produce valore umano e sociale oltre che agricolo. Questa sezione raccoglie progetti, buone pratiche e reti, in collaborazione con soggetti e organizzazioni già attive su questo tema.

Quattro strade per conscere e tutelare biodiversità e territorio

Varietà di olive censite in Italia
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Ettari di oliveti in Italia
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Aziende Olivicole attive
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Associazione Nazionale Città dell'Olio

L’Associazione Nazionale Città dell’Olio è stata fondata nel 1994 a Larino e riunisce oggi circa 550 soci — Comuni, Province, Camere di Commercio, GAL e Parchi — nelle 19 regioni olivicole italiane. Iscritta al Registro delle Persone Giuridiche della Prefettura di Siena (n.313, 14 dicembre 2016), promuove la cultura dell’olivo e dell’olio extravergine di oliva come chiave di accesso al paesaggio, alla biodiversità, all’identità territoriale e allo sviluppo locale.

Le sue attività — eventi, comunicazione, progettazione, relazioni istituzionali — sono orientate a costruire strumenti concreti di valorizzazione, con particolare attenzione ai piccoli Comuni e alle aree interne, dove il presidio olivicolo ha spesso un valore che va ben oltre la produzione agricola.