Il paesaggio olivicolo italiano è il risultato di un processo millenario di co-evoluzione tra uomo e ambiente.
Non trattasi pertanto di un elemento naturale nel senso stretto del termine, bensì di un paesaggio plasmato dall’opera dell’uomo, ovvero, di un paesaggio culturale che ha preso forma grazie alla sapienza tecnica e conoscenza adattiva delle comunità locali, che hanno trasformato versanti rocciosi e pendii impervi in superfici agricole produttive, stabili e definite nella loro bellezza.
I terrazzamenti olivicoli, i muretti a secco, i sistemi di regimazione idrica tradizionale rappresentano al tempo stesso opere ingegneristiche e culturali: garantiscono la tenuta idrogeologica dei versanti, contrastano l’erosione del suolo, favoriscono la ritenzione idrica e il mantenimento della bio- e agrobiodiversità definendo la leggibilità visiva del territorio. La loro manutenzione non è solo un atto agricolo, ma è presidio ambientale e sociale collettivo.
Le Città dell’Olio riconoscono nel paesaggio olivicolo un patrimonio bioculturale vivo, da tutelare non come museo a cielo aperto ma come sistema produttivo e di comunità attivo. In questa prospettiva, iniziative e riconoscimenti nazionali ed internazionali come la Convenzione Europea sul Paesaggio del Consiglio d’Europa, la Convenzione sul Patrimonio Mondiale (1972) dell’UNESCO che protegge i “paesaggi culturali” e il Programma sui Sistemi del Patrimonio Agricolo di Importanza Mondiale (GIAHS) della FAO, così come il Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico, delle Pratiche Agricole e Conoscenze Tradizionali istituito presso il Ministero dell’Agricoltura (MASAF), nonché strumenti normativi e politiche pubbliche e l’adeguato riconoscimento del valore multifunzionale dell’olivicoltura paesaggistica possono contribuire a garantire la il mantenimento del paesaggio rurale di qualità e delle pratiche agricole tradizionali.
Le Città dell’Olio sostengono attivamente l’iscrizione dei paesaggi olivicoli al Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico istituito presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) per tutelare e valorizzare i territori rurali ad alto valore storico-agricolo.
Grazie anche al Protocollo d’Intesa siglato con l’Associazione dei Paesaaggi Rurali di Interesse Storico (PRIS) E.T.S., l’Associazione Città dell’Olio mette a disposizione dei propri Soci informazioni tecniche, supporto metodologico, accompagnamento nei processi di candidatura e attività di promozione. L’obiettivo è diffondere una cultura del paesaggio come bene economico, sociale, ambientale ed identitario, e costruire progettualità
La transizione energetica è una necessità imprescindibile. Ma non può avvenire a scapito di paesaggi olivicoli storici, produzioni agricole di qualità, biodiversità ed identità territoriale. Le Città dell’Olio, insieme alle Città del Vino ed altri enti ed organizzazioni firmatari, hanno promosso e sottoscritto un Manifesto che chiede a Regioni e istituzioni un approccio equilibrato e responsabile nell’individuazione delle aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili (FER). Tra i principali indirizzi, il Manifesto auspica l’esclusione dalle aree idonee di oliveti storici, paesaggi rurali di interesse storico, siti UNESCO e FAO GIAHS, zone vocate a produzioni DOP, IGP, biologiche e zone in cui sono presenti Presidi Slow Food; di privilegiare modelli di autoconsumo, comunità energetiche e installazioni degli impianti FER in aree degradate o già compromesse; di garantire la partecipazione dei Comuni ai processi decisionali regionali e nazionali.